Gianfranco Marrone
Docente di semiotica, direttore del Centro Internazionale di Scienze Semiotiche "Umberto Eco" e presidente del Circolo semiologico siciliano
Università degli Studi di Palermo
La lezione intende mettere in discussione l’idea di “Natura” come dato originario e universale, mostrando come essa sia piuttosto una costruzione discorsiva, storica e culturale. Attraverso l’analisi di testi antropologici e di pratiche contemporanee verranno esplorate le diverse retoriche della naturalità e le loro implicazioni ideologiche. L’obiettivo è quello di interrogare criticamente il naturalismo dominante e di ripensare il rapporto tra natura e cultura in chiave semiotica.
Tiziana Migliore
Docente di semiotica
Università degli Studi di Urbino
In questa lezione riprenderemo le teorie di Viveiros de Castro e di Descola sull’animismo e sul prospettivismo, tentando di vedere come funzionano l’interdefinizione reciproca fra le specie e il correlativo oggettivo del punto di vista nel discorso ecologico, riferiti soprattutto alle relazioni su piccola scala fra gli umani e il regno vegetale. Indagheremo alcune strategie di greenwashing e le confronteremo con gli effetti di cura e di incuria che animali e piante restituiscono in proposito. Ci soffermeremo su alcuni esperimenti artistici che danno risalto alle competenze e agli inconvenienti nelle coltivazioni, ai benefici fisici, mentali ed economici che la cultura dell’ambiente apporta.
Piero Polidoro
Docente di Semiotica
LUMSA
Il discorso ecologico pone spesso la natura come attore euforico, minacciato dalle attività degli esseri umani. Ma è sempre così? Possiamo trovare dei discorsi in cui la natura non è necessariamente benigna, ma a sua volta minaccia le persone? L'analisi sistematica della comunicazione di agenzie governative e non governative che studiano la natura, anche per scopi di prevenzione, ci permetterà di osservare differenze narrative (e strategiche) in questi discorsi e nel loro uso per vari fini, non ultimo quello della mobilitazione. Sarà anche un'occasione per applicare diversi metodi di analisi del testo.
Tarcisio Lancioni
Docente di Semiotica
Università degli Studi di Siena
Negli ultimi anni, la semiotica ha incluso fra i propri oggetti di studio le diverse forme di interazione tra umano e non umano, contribuendo – anche attraverso il confronto con le ricerche di Bruno Latour e Philippe Descola – a ridefinire i concetti di collettività e identità collettiva. Animali, macchine e, più recentemente, piante sono così divenuti attori sempre meno marginali nella riflessione sociale e culturale contemporanea, mettendo in discussione la tradizionale attribuzione esclusiva agli esseri umani di capacità come il sentire, l’agire e il comunicare.
A partire dai lavori di studiosi come Stefano Mancuso e Anna Tsing, la lezione analizzerà alcuni testi scientifici e finzionali che contribuiscono oggi alla costruzione di nuovi immaginari ecologici e interspecifici, nei quali anche le piante emergono come soggetti capaci di partecipare a reti di relazioni e forme di vita condivise. Attraverso la rilettura di questi materiali, ci si interrogherà sulle condizioni semiotiche che rendono possibile l’articolazione di tali immaginari e sul ruolo dei modelli antropomorfi del senso nella nostra capacità di interpretare – o fraintendere – questi nuovi protagonisti della vita sociale.
Lucio Spaziante
Docente di Semiotica
Alma Mater Studiorum - Università di Bologna
La lezione propone un percorso metodologico di analisi semiotica del linguaggio audiovisivo incentrato su casi studio cinematografici come The Martian (Ridley Scott) e The Revenant (Alejandro G. Iñárritu) che mettono in atto diverse prospettive in relazione al tema della natura. Il confronto tra i due film offre la possibilità di indagare le differenti retoriche della sopravvivenza: The Martian costruisce una narrazione fondata sul controllo razionale e tecnologico dell’ambiente, grazie a un linguaggio audiovisivo trasparente e controllato, nelle inquadrature, nella fotografia e nel sound design; The Revenant propone invece un’esperienza corporea in una natura non dominabile, veicolata attraverso un’estetica immersiva: luce naturale, riprese ravvicinate, sound design iper-sensoriale, musica che contribuisce a dissolvere i confini tra ambiente e percezione. Attraverso gli strumenti della semiotica del linguaggio audiovisivo, con particolare attenzione alla dimensione sonora, la lezione intende indagare tematiche legate all’antropocene, alla corporeità, all’animalità, e alla sopravvivenza vista come processo cognitivo legato alla soluzione di problemi, o altrimenti come prova iniziatica ed esperienza limite.